I parchi del Nord della Tanzania rappresentano la destinazione ideale per un safari indimenticabile. Nella maggior parte dei casi, il safari prende il via dalla cittadina di Arusha, situata alle pendici del Monte Meru all’interno della Great Rift Valley. Da qui ci si può dirigere verso il Parco Nazionale Lake Manyara, che si sviluppa lungo la Rift Valley attorno al lago omonimo.

Da vedere, tra l’altro, gli uccelli e i primati, ma anche la vegetazione, caratterizzata da piante di largo fusto. Lo scenario è quello di una foresta tropicale, con i leoni che si arrampicano sugli alberi e si siedono sui rami per rimanere all’ombra. La strana abitudine deriva dal fastidio che i felini nutrono nei confronti degli insetti e del terreno.

Che cosa fare nel Parco Nazionale Lake Manyara

Gli ambienti del Parco Nazionale Lake Manyara sono decisamente variegati, a dispetto delle dimensioni ridotte di questo ambiente: è vero che la superficie è di circa 330 chilometri quadrati, ma di questi ben 200 sono occupati dal lago. A bordo del lago, quindi, ci sono zone molto acquitrinose, mentre le risorgive alle pendici della Rift Valley alimentano foreste molto rigogliose. E poi c’è, ovviamente, la savana, dove tra le tante specie di scimmie si incontrano i cercopitechi e i babbuini, ma ci sono anche quasi 400 specie di uccelli.

Buoni motivi per realizzare un safari da queste parti

Nei mesi che vanno da dicembre a marzo è possibile osservare stormi di fenicotteri rosa che stanziano qui prima di migrare in direzione del Lake Natron a partire da giugno. Un fotosafari da queste parti, poi, è l’occasione per immortalare i leopardi e molti altri predatori in tutta la loro grandezza.

Tutti gli altri parchi del Nord della Tanzania

Il Parco Nazionale Lake Manyara, però, è solo uno dei tanti parchi che fanno parte del circuito settentrionale: gli altri sono quelli del Serengeti e del Tarangire, ma non ci si può certo dimenticare della Ngorongoro Conservation Area, che a sua volta comprende le Crater Highlands, il Cratere di Ngorongoro e le Ngorongoro Plains, che rientrano nell’ecosistema Serengeti.

Uno dei tanti motivi per i quali vale la pena di scegliere i parchi del Nord va individuato nel fatto che sono tutti piuttosto vicini tra loro, se non addirittura confinanti. Questo vuol dire che sono sufficienti trasferimenti di modesta entità – ovviamente sempre tenendo conto del fatto che ci si trova in Africa – per avere la possibilità di scoprire ecosistemi differenti e toccare con mano ambienti diversi gli uni dagli altri.

Come si svolge il safari nei parchi

Per un safari fotografico, il periodo di permanenza in ciascuno dei parchi in questione varie in base alle esigenze e agli interessi. Di solito per il Lake Manyara è sufficiente un giorno, mentre per il Cratere di Ngorongoro ne bastano due; lo stesso dicasi per il Tarangire. Diverso è il discorso per il Serengeti: in questo caso due giorni rappresentano il minimo indispensabile, ma in realtà sarebbe meglio dedicare a questa location tra i 3 e i 4 giorni.

Che cosa vedere

Nel circuito settentrionale ci sono molte altre aree di notevole interesse per un indimenticabile safari in Tanzania e che, proprio per questo motivo, meritano di essere viste: basti menzionare, per esempio, la regione del Lake Natron, dove è ospitato Oldoinyo Leng’ai, un vulcano ancora attivo. Ma è da visitare anche la regione del Western Kilimanjaro, come pure quella di Lake Eyasi, dove ci sono i cacciatori Hadzabe e gli allevatori Datoga.

Il Parco Nazionale del Tarangire

Il Parco Nazionale del Tarangire si sviluppa su una superficie complessiva di 2.600 chilometri quadrati e può essere considerato, dal punto di vista naturalistico, un ambiente differente rispetto a quelli degli altri parchi del Nord. Qui si possono vedere baobab di dimensioni enormi, ma anche mandrie colossali di bufali, di zebre, di gnu, di gazzelle, di antilopi, di leopardi, di leoni e di eleganti.

Il parco è largo circa trenta chilometri e accoglie la più alta concentrazione di uccelli in Tanzania, con più di 500 specie differenti. Il cuore dell’ambiente è il Tarangire, fiume che nel periodo secco attira tantissimi animali perché è la sola fonte di acqua a disposizione con la Palude di Silale.

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