Parco Nazionale del Serengeti

Itinerari del Nord Tanzania

Uno spettacolo estremo in cui la vita e la morte si avvicendano nella spietata lotta per la sopravvivenza, un esodo epico che si rinnova di anno in anno: il Serengeti, con i suoi 14763 kmq che lo rendono il parco più grande della Tanzania, è teatro di uno spettacolo senza eguali, "il più grande show del pianeta". Palcoscenico di infiniti documentari naturalistici, proprio questo remoto angolo prossimo all'equatore ospita il più imponente spostamento di massa dell'intero pianeta. Dichiarato dall' UNESCO Patrimonio Mondiale dell' Umanità e Riserva Internazionale della Biosfera, il parco più antico della Tanzania è teatro della  più impressionante migrazione nel mondo animale sulla terra.

Lo spettacolo della Grande Migrazione

Con ben due milioni di ungulati, l'esodo di massa dalle proporzioni bibliche che qui ha luogo segue sempre lo stesso percorso circolare da tempo immemore.
L'impressionante fenomeno è causato, con ogni probabilità, dalla ricerca di cibo e acqua. Cibo per gli ungulati significa verdi pascoli che però, alle latitudini equatoriali, sono ineluttabilmente legati alla pioggia, in assenza della quale tutto qui si tramuta in assolate distese sconfinate.

La grande migrazione inizia nella zona del Ngorongoro, nella parte meridionale del Serengeti quando, generalmente tra Aprile e Giugno, in concomitanza con la fine della stagione delle piogge, gli animali partono alla ricerca di zone d'erba fresca, lasciandosi alle spalle i territori ormai aridi e le sorgenti d'acqua prosciugate. Seguono il corso delle nuvole, sapendo che esse sono foriere di piogge che garantiranno loro il sostentamento.

Ma ad aspettare gli ungulati non è solo la pioggia, e dunque il cibo, ma anche un'impressionante numero di predatori, armati di denti affilati e mascelle possenti, che mettono in atto le tecniche predatorie più raffinate perché anche loro spinti dall'anelito della sopravvivenza.
Si sale fino al Kenya, in un viaggio epico e pieno di pericoli!

Un viaggio denso di pericoli che si ripete all'infinito

Benché lo spostamento di gruppo, come da pura statistica, minimizzi le probabilità di finire tra le fauci del nemico e nonostante la capacità di percepire i segnali d'allarme provenienti da altre specie animali, il guado dei fiumi Grumeti prima (primavera), del Mara poi (tarda estate), si trasformano in carneficine. Molti esemplari, nell'attraversamento, vengono spazzati via dalle impetuose correnti dei fiumi, che in quel periodo sono in piena, oppure finiscono in pasto ai coccodrilli che infestano le acque, lieti di accogliere gli ungulati nelle loro fauci. Chi si salva dai coccodrilli, una volta fuori dal guado, trova leoni e iene in agguato, tanto per gradire. Verso Novembre si ritorna a sud, ancora una volta alla ricerca di pascoli in zone rinverdite dalla brevi piogge autunnali, per poi radunarsi nuovamente nelle immense pianure del Serengeti meridionale e sostare, in inverno, per permettere alle femmine di dare alla luce l'impressionante numero di quasi mezzo milione di nuovi nati. Poi tutti nuovamente ai nastri di partenza: nuovo giro, nuova corsa!!!

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